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Ur
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top
mwggUr (mwgwlingua sumera: mwhaUrimcite-ref-3[2], mwiqcuneiforme: 𒋀𒀕𒆠 mwigURIM2KI o 𒋀𒀊𒆠 mwiwURIM5KI;cite-ref-4[3] mwkaarabo: أور) fu un'antica mwkqcittà della mwkgBassa Mesopotamia, situata vicino all'originale foce del mwkwTigri e dell'mwlaEufrate, sul mwlqGolfo Persico. A causa dell'accumulo di detriti, oggi le sue rovine si trovano nell'entroterra, nell'odierno mwlgIraq, 15 chilometri a occidente dell'attuale corso dell'Eufrate vicino alla città di mwlwNasiriyah (mwmagovernatorato di Dhi Qar), a sud di mwmqBaghdad.
Da un punto di vista archeologico, gli scavi condotti a Ur hanno offerto centinaia di documenti scritti.cite-ref-6[5] Dal 2016, il sito di Ur è divenuto mwpgpatrimonio dell'umanità dell'mwpwUnesco.cite-ref-7[6]
Contents
• Storia
• Note
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Monumenti principali
La maggiore fonte di reperti, nonché l'area di scavo più estesa, consiste nel mwrwcimitero reale di Ur. Le tombe riesumate superano le 1850 unità, fra le quali 16 si sono distinte per la ricchezza di corredi funerari, principalmente vasellame, oltre ad armi, monili in metalli preziosi e addirittura strumenti musicali decorati con pietre preziose.
Nel sito archeologico di Ur spiccano le rovine di una imponente mwsqziqqurat (alta 21 metri) ed ancora in gran parte intatto un tempio dedicato a mwsgNanna, la divinità della luna nella mwswmitologia sumera. La Ziqqurat fu costruita in mattoni, i quali nella parte bassa sono tenuti uniti con il bitume, invece nella parte superiore venne utilizzata a tale scopo la malta per aumentare la leggerezza della struttura. Ur, nel suo momento di massimo splendore, poteva raggiungere una popolazione di oltre 30.000 abitanti. Secondo gli storici, Ur fu la più grande città del mondo dal 2030 a.C. al 1980 a.C., con una popolazione di circa 65.000 abitanti.cite-ref-8[7]
Storia
Ur fu uno dei primi insediamenti abitati della mwvaBassa Mesopotamia i cui reperti più antichi sono databili antecedentemente al mwvq4000 a.C.. Ur crebbe e da centro agricolo e pastorale si trasformò divenendo una vera e propria città con uno sviluppo delle attività artigianali e commerciali. Attorno al mwvg2600 a.C., il clima della Bassa Mesopotamia mutò gradualmente da relativamente umido a secco, causando lo spostamento degli abitanti dalla città alle piccole comunità di villaggi di agricoltori dove risultava più facile far fronte ai periodi di forte siccità. Nella seconda metà del mwvwterzo millennio a.C. si ebbe dunque una contrazione della città, la quale rimase tuttavia fiorente durante tutta la mwwaTerza dinastia di Ur e divenne parallelamente il principale centro di culto della dea Inanna.
Diluvio sumerico
Dopo la fase di Ubaid si riscontra uno strato di fango alluvionale, che l'archeologo mwwwWoolley interpretò come la prova di una grande mwxaalluvione, anche conosciuta come mwxqdiluvio sumerico, che si potrebbe intendere come la verità storica dietro a quanto raccontato nella mwxgmwxwTōrāh e nella mwyaBibbia. Si ha poi una fase in cui la città fu sotto l'egemonia di mwyqUruk, e infine il mwygperiodo di Gemdet Nasr nella quale furono elevati alcuni edifici, come una ziqqurat e delle tombe.
La posizione di Ur era molto favorevole in quanto nell'antichità il fiume mwzaEufrate scorreva nei pressi delle mura della città; grazie al controllo di questa importante via di comunicazione, che collegava la regione al mare, Ur raggiunse un notevole sviluppo commerciale. È noto che la città commerciava via mare e via terra con l'mwzqArabia.
In questo periodo vennero costruite molte belle tombe, compresa quella della regina mwzwPuabi. In questi sacrari sono stati ritrovati alcuni manufatti che accennano ai nomi dei re mwaaMeskalamdug, Akalamdug e mwaqAbargi. Dopo la fase di Gemdet-Nasr, i re di Ur divennero infatti gli effettivi mwaggovernanti di Sumer, durante la Prima dinastia di Ur (2550-2340 a.C.) stabilita dal re mwawMesannepada (o Mesanepada, Mes-Anni-Padda), il cui nome appare sulla mwbalista dei re, oltre ad essere menzionato come figlio di Meskalamdug su un manufatto ritrovato.
Durante questa dinastia, forse proprio a opera di Mesennepada, fu costruita una ziqqurat che verrà poi incorporata in quella della terza dinastia. Nella fase conclusiva della Prima dinastia, Ur perse importanza e prestigio a favore di mwbgLagash e infine la Prima dinastia si concluse con l'attacco degli mwbwAccadi guidati dal re mwcaSargon, intorno al 2340 a.C.
II e III Dinastia
Della Seconda dinastia che seguì si conosce assai poco, in quanto la città era in piena decadenza.
La mwdaterza dinastia fu stabilita quando il re mwdqUr-Nammu (o Urnammu) salì al potere, regnando dal 2112 al 2094 a.C. Durante il suo regno furono costruiti mura, templi, inclusa la nuova ziggurat basata sulle fondazioni di quella della Prima dinastia, e fu migliorata l'agricoltura attraverso l'uso di impianti di irrigazione. Il suo mwdgcodice di leggi (un frammento è stato identificato a mwdwIstanbul nel mwea1952) è il più vecchio documento conosciuto, anteriore anche al codice di mweqHammurabi. Lui e il suo successore, il figlio mwegShulgi, furono entrambi deificati durante i loro regni e, dopo la morte, Ur-Nammu continuò a sopravvivere come figura leggendaria: una delle opere della letteratura sumerica giunte fino a noi ci descrive la morte di Ur-Nammu e il suo viaggio negli inferi (mwewViaggio di Urnammu agli inferi).
La terza dinastia cadde nel 2004 a.C. (secondo il computo della cronologia media, 1940 a.C. secondo quella breve) quando gli mwfwElamiti catturarono il re mwgaIbbi-Sin e distrussero la città; il mwgqLamento per Ur commemora questo evento. Successivamente la città venne catturata dai mwggBabilonesi.
Sotto i re di mwhaIsin e di mwhqLarsa (mwhg2000-mwhw1800 a.C.) la città fu restaurata. Di questo periodo i resti più significativi sono le case private, che ci danno un ritratto fedele della vita della città fra il mwiaIII e il mwiqII millennio a.C. Le case avevano l'aspetto di odierne ville, per lo più con due piani per un totale di 13 o 14 stanze. Il piano inferiore era costituito solidamente da mattoni cotti, quello superiore di quadroni di argilla; le pareti erano lisce, intonacate e imbiancate. L'entrata era succeduta da un piccolo atrio dove erano situate vasche per lavarsi mani e piedi. Da lì si entrava nell'ampio e luminoso cortile interno pavimentato con bellissime lastre. Intorno al cortile erano distribuite la sala da ricevimento, la cucina, le stanze d'abitazione e della servitù, la cappella di culto. Una scalinata portava al piano superiore dove erano situate le stanze da letto e i bagni. Tra le mura delle case sono venuti alla luce tutti gli arredamenti e la dotazione di ciascuna residenza patrizia sumera: frammenti di pentole, vasi, anfore e tavolette d'argilla piene di iscrizioni.
Ricostruzione di Nabucodonosor II
Nel mwkwVI secolo a.C. ad Ur ci fu l'ultima ricostruzione edilizia sotto il re mwlaNabucodonosor II di Babilonia. L'ultimo re babilonese, mwlqNabonido, restaurò la ziggurat di Nanna. Attorno al mwlg550 a.C., con la caduta dell'mwlwImpero neo-babilonese ad opera dei Persiani, la città iniziò il suo declino ed essa non venne più abitata dal mwma500 a.C., probabilmente a causa della sempre maggiore siccità, del cambiamento del corso del fiume mwmqEufrate e dell'interramento del mwmgGolfo Persico.
Ur biblica
Ur è considerata da molti come la città di Ur Kasdim che viene nominata più volte nel mwoqlibro della Genesi come il luogo di nascita del patriarca mwowAbramo.
Ur è nominata quattro volte nell'mwpqmwpgAntico Testamento, con la distinzione "di Kasdim/Kasdin" - reso tradizionalmente in italiano come "Ur dei Caldei" riferendosi alla popolazione dei mwpwCaldei che si erano stanziati lì vicino già intorno al mwqa900 a.C. Nella mwqqmwqgGenesi, il nome appare in mwqw11:28cite-ref-9[8], in mwsa11:31cite-ref-10[9] e in mwtq15:7cite-ref-11[10]. Nel mwugmwuwNeemia mwva9:7cite-ref-12[11] il singolo passaggio che accenna ad Ur è una parafrasi della mwwqGenesi.
Nel mwwwmwxalibro dei Giubilei si afferma che Ur è stata fondata nel 1687 mwxqmwxgAnno Mundi da Ur figlio di Kesed, probabile discendente di Arphaxad, inoltre si afferma che durante quello stesso anno iniziarono le guerre sulla Terra.
«E Ur, figlio di Kesed, costruì Era, (dalle parti) dei Caldei e la chiamò con il nome proprio e con il nome di suo padre»
(Libro dei Giubilei 11:3)
Archeologia
Nella prima metà del mwywXVII secolo, il luogo fu visitato da mwzaPietro Della Valle, che registrò la presenza di mattoni antichi timbrati con simboli sconosciuti, cementati insieme a bitume, così come parti di marmo nero incise.
Il primo scavo fu eseguito dal console britannico J.E. Taylor, che riportò alla luce una parte della ziggurat. Furono ritrovati cilindri di terracotta recanti iscrizioni in caratteri cuneiformi ai quattro angoli sulla sommità della ziggurat. Le iscrizioni appartenevano a Nabonido, l'ultimo re di Babilonia (mw0g539 a.C.), le quali si concludevano con una preghiera per il suo figlio Belshar-uzur (Bel-ŝarra-Uzur), il Baldassarre del mw0wlibro di Daniele. Furono trovate tracce di una antecedente restaurazione ad opera di Ishme-Dagan di Isin, di Gimil-Sin di Ur e di Kuri-galzu, un re cassita di Babilonia del mw1aXIV secolo a.C. Taylor fece ulteriori scavi e in tutta la città trovò abbondanti resti di sepolture di epoca posteriore. Apparentemente, negli ultimi tempi Ur si era trasformata in un luogo di sepoltura, e quindi la città, anche dopo il suo abbandono, continuò ad essere usata come mw1qnecropoli.
La prima campagna di scavi vera e propria ebbe luogo nel mw3a1919 e fu diretta da H. R. Hall; in seguito, dal mw3q1922, una missione comune del mw3gBritish Museum e dell'università di Pennsylvania, diretta da mw3wL. Woolley, vi scavò per dodici anni consecutivi. Furono scoperte un totale di circa 1.850 sepolture, comprese sedici che furono descritte come “tombe reali” in quanto non solo contenevano un gran numero di importanti manufatti, ma anche a causa del diverso rituale di sepoltura nel quale intervenivano sacrifici umani. Infatti, per scortare il re o la regina nell'aldilà, erano immolati, più o meno volontariamente, cortigiani, domestici, guardie e musicisti di corte. La maggior parte delle tombe reali erano datate al mw4a2600 a.C. circa. I ritrovamenti includevano anche la tomba intatta della regina Puabi. Ben diciassette vittime umane, tra cui dieci dame della corte con addosso bellissimi ornamenti d'oro, di lapislazzuli e di corniola furono sepolte insieme a lei. Anche in molte altre tombe sono state scoperte vittime umane e stupendi manufatti, come lo mw4qmw4gStendardo di Ur.
Vicino allo ziggurat di mw5aNanna furono inoltre scoperti il tempio di E-nun-mah e le costruzioni di E-dub-lal-mah (eretto per un re), E-gi-par (residenza del sommo sacerdote) e E-hur-sag (una costruzione templare). Fuori dalla zona dei templi, furono ritrovate molte case usate nella vita di tutti. Gli scavi, inoltre, si spinsero sotto lo strato reale delle tombe portando alla luce uno strato spesso 3,5 metri di argilla alluvionale e altri strati più antichi come quelli del periodo di Ubaid, nella quale si formarono i primi insediamenti nella Mesopotamia del sud. Woolley successivamente scrisse molti articoli e libri sulle sue scoperte. La maggior parte dei tesori dissotterrati ad Ur si trovano ora al mw5qBritish Museum e all'University of Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology.
È di Ur anche il più antico mw7agioco da tavolo che sia mai stato scoperto, ossia il mw7qgioco reale di Ur.
Accesso ai turisti
Non c'è un villaggio moderno nelle vicinanze di Ur, e a causa di ciò la città non ha mai ricevuto molti visitatori, anche se il sito è stato reso accessibile. Durante il regime di mw8aSaddam Hussein fu costruita una base militare adiacente al sito, il quale divenne inaccessibile per qualsiasi viaggiatore. All'inizio degli mw8qanni novanta fu consentito a una manciata di viaggiatori di fare un giro del luogo, scortati dai soldati, ma non fu loro permesso arrampicarsi sulla ziggurat a causa della possibilità di osservare la vicina base militare. Subito dopo questo episodio, l'mw8ginvasione irachena del Kuwait nel 1990 rese impossibile ulteriori visite e vi fu grande preoccupazione per la prossimità della base militare al sito archeologico. Preoccupazioni che si sono ridestate quando l'mw8wIraq è stato invaso nel mw9a2003 dalle forze di coalizione guidate dagli mw9qStati Uniti per abbattere il regime di Saddam Hussein.
La ziggurat di Ur
La prima ziggurat di Ur fu costruita nel 2550 a.C. durante la prima dinastia, poi fu distrutta dagli Accadi. Il re Ur-Nammu della terza dinastia più o meno nel 2100 a.C. fece costruire una nuova ziggurat sulle fondamenta di quella precedente. La ziggurat era in onore del dio della luna Nanna (o Nannar) e alla sua paredra Ningal. Intorno ad essa si trovava un recinto sacro in cui c'erano un piccolo tempio-tesoriera, un palazzo e la casa della sacerdotessa.
La base della ziggurat misura 62,5 x 43mw-g metri e l'altezza quasi 21mw-w metri. Come le altre ziggurat, è una piramide a gradoni. L'altezza dei piani diminuisce progressivamente: il più in basso è di 12mw-a metri, il mediano di 5, il più in alto di 3.
Le pareti, invece di alzarsi verticalmente, si inclinano molto verso l'interno, suggerendo l'idea del moto ascensionale. Per creare un armonioso legame tra i piani tre scalinate, ognuna di 100 gradini convergono sotto una torre di guardia a forma di cupola. Le scalinate laterali erano riservate ai civili, mentre la scala centrale poteva essere percorsa solo dai sacerdoti. Le pareti sono leggermente curvate per evitare l'effetto ottico che esse si pieghino verso l'interno. Il tempio di Nanna si trovava in cima. Il materiale con cui è stata costruita è il mattone.
Note
Annotazioni
cite-note-21. Nel centro città sono state rinvenute più di 4.250 case.
Fonti
cite-note-12. mwaq0Fabio Beccaria, mwaq4Le antiche civiltà del Vicino Oriente I, Universale Eurodes, 1979, p.mwaq8 127.
cite-note-32. ↑ S. M. Kramer, mwarmThe Sumerians, Their History, Culture, and Character, University of Chicago Press, 1963, pagine 28 e 298
cite-note-43. ↑ mwarcThe Electronic Text Corpus of Sumerian Literature - mwargSignlist mwarkArchiviatomwaro il 15 gennaio 2016 in mwarsInternet Archivemwarw. Università di Oxford Acesso (data) Febbraio 17, 2018
cite-note-54. ↑ Tell el-Mukayyar – nella lingua araba mwaseTell significa "collinetta" and mwasiMukayyar significa "costruzione di bitume". Mukayyar viene anche scritto come Mugheir, Mughair, Moghair, Muqayyar ecc.
cite-note-65. ↑ mwasyAlan Millard, mwascTreasures from Bible Times / Archeologia e Bibbia, a cura di a cura di Gianfranco Ravasi (ed.Italiana), Lion Publishing plc / Paoline srl, 1988 mwasg[1985], p.mwask pp 48-51,56.
cite-note-76. ↑ mwas0(mwas4mwas8EN) mwatamwateThe Ahwar of Southern Iraq: Refuge of Biodiversity and the Relict Landscape of the Mesopotamian Cities, su mwatiUNESCO World Heritage Centre. mwatmURL consultato il 17 luglio 2016.
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Voci correlate
• mwawaArcheologia biblica
• mwawiSumeri
• mwawqStoria dei Sumeri
• mwawyLamento per Ur
• mwawgCimitero reale di Ur
• mwawoArpe e lire di Ur
• mwawwGioco reale di Ur
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itUr, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Furlani, ŪR, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
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• citerefbritannica-com(EN) Leonard Woolley, Ur, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaxmDescrizione del sito archeologico e degli scavi, su unipv.it. URL consultato il 17 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2007).
• mwaxu(EN) Woolley and the Great Flood, su mcclungmuseum.utk.edu. URL consultato il 19 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
• mwaxc(EN) Treasures from the Royal Tombs of Ur, su oi.uchicago.edu. URL consultato il 19 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2007).
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• mwaxs(EN) mwaxwmwax0Jewish Encyclopedia: Ur
• mwax8(EN) mwayaCity of Ur from mwayeAllAboutArchaeology.org